Blog di una giovane insegnante con la passione per il proprio lavoro: la scuola.

Benvenuti in questo blog dove si parlerà di tutto quello che ruota attorno al mondo della scuola: DSA, cooperative learning, sostegno, rapporti tra genitori e insegnanti ecc.
Inserirò anche delle schede didattiche e risorse che ho creato (e soprattutto sto creando) per il mio lavoro quotidiano, in modo che possano essere utili anche a voi!

Se vi interessa sapere qualcosa di più sul perchè di questo blog e dei miei video sul canale youtube teachermaia cliccate qui.
Se volete suggerire temi, fare domande o parlare di qualsiasi cosa vi interessi, lasciate pure un commento sotto ai post o scrivetemi a maestramaia88@gmail.com!
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lunedì 27 ottobre 2014

Attività con il metodo TEACCH per alunni con disturbi dello spettro autistico, ma non solo.

Salve a tutti,
oggi vorrei condividere con voi alcune piccole attività che ho creato per lavorare con un alunno con grosse difficoltà di comunicazione dovute al disturbo dello spettro autistico.
Già durante l'università avevo sentito parlare del metodo TEACCH, ossia treatment and education of autistic and related communication handicapped children (nome abbastanza bruttino e lunghino direi, quindi chiamiamolo TEACCH.), per aiutare i bambini con questo tipo di difficoltà.



Questo è un esempio delle attività che propongo al bambino: trovare la metà giusta del disegno e accostarla alla parola corretta. (cliccando qui troverete altre attività di teacch e non solo)
Il TEACCH prevede:

1)strutturazione dello spazio e del tempo;

2) utilizzo di stimoli visivi (foto, disegni, scritte);

3) migliorare l'autonomia di lavoro;

4) attività autoesplicative, cioè che non devono aver bisogno di eccessivo aiuto e comunicazione verbale da parte dell'adulto per essere svolte.

Se vi interessa sapere di più di questo metodo cliccate qui, o semplicemente andate su www.google.it e digitate TEACCH e troverete siti specifici che potrebbero essere di vostro interesse.

In parole povere, PERCHÈ USARE QUESTO METODO INVECE DEI METODI TRADIZIONALI?

Perchè, creando attività che non hanno bisogno di una comunicazione eccessiva da parte dell'insegnante per essere comprese e svolte (basta solo far vedere come si fanno, senza parlare, oppure muovendo le mani dell'alunno), riusciamo ad aggirare il grosso problema comunicativo che questi bambini hanno.


Dividere in categorie animali, persone, frutta ecc. usando le carte della Kellogs che avevo trovato tempo fa nei cereali.

 Creare la sequenza giusta per completare l'addizione e un inizio di risposta breve


Taschina per capire i concetti di dentro-fuori.

Di attività ce ne possono essere tantissime e tutto dipende dalla abilità di partenza del bambino (come vedete qui l'alunno è già abbastanza avanti.): colori, forme, espressioni facciali ecc.


Questa idea l'ho trovata sul forum di www.sostegno.forumattivo.com dove, se non ci siete mai stati, troverete tantissime idee utili a tutti gli insegnanti di sostegno, e non solo.
Attività con il TEACCH le troverete anche qui http://sostegno.forumattivo.com/t606-teacch-training

Questo metodo nasce per strutturare la giornata e le attività delle persone con autismo in modo da adeguarsi al loro bisogno di regolarità e rigidità.
Io credo però che applicarlo in toto non vada bene per tutte le persone: è davvero così giusto non tentare nemmeno di aumentare la soglia di sopportazione per tutto quello che non è strutturato, passando direttamente alla struttura più assoluta, fatta di scatole, mensole del prima/dopo ecc. Dopotutto il mondo fuori dalla scuola e tutt'altro che strutturato e prevedibile!
Secondo me questo è un metodo eccellente se alternato anche ad altre attività meno strutturate, ovviamente adeguando il tutto alle potenzialità e difficoltà del bambino.
Tutto questo può essere usato anche con alunni che presentano altre difficoltà, non solo autismo: mancanza di autonomia di lavoro, difficoltà comunicative di altra natura ecc.

Pian pianino aggiungerò altre attività che ho fatto e che spero possano esservi utili; cliccando qui troverete altri miei post a proposito del sostegno e dell'autismo:
-  http://www.teacher-maia-didatticainpillole.blogspot.it/search/label/sostegno
http://www.teacher-maia-didatticainpillole.blogspot.it/2013/10/sostegno-idee-per-lavorare-sulle.html (ATTIVITÀ PER LE AUTONOMIE)

Fatemi sapere se anche voi avete fatto attività del genere così possiamo scambiarci le idee!!!

A presto

Teacher Maia.

giovedì 16 ottobre 2014

Lavoretti per Natale- dei bambini o della maestra?

Buonasera a tutti,

anche se le temperature sembrano essersi fermate ai primi di Settembre, il tempo va avanti: tra poco arriva Halloween e, da Halloween a Natale il passo è breve.

Cosa mi fa venire in mente Natale?

I LAVORETTI!

Sì, i vari bigliettini, statuette, disegni e chi più ne ha, più ne metta dedicati a una delle feste più belle e sentite di tutto l'anno.

A parte i vari dibattiti su: non facciamo niente se no i bambini di altre religioni si offendono o si sentono esclusi, anche se io ho tutt'altra opinione,
vorrei parlare di chi ancora si diletta a creare opere d'arte AL POSTO DEI BAMBINI; 

esatto, AL POSTO, perchè molti insegnanti, invece di scegliere lavoretti adatti alle capacità dei propri allievi, opta per idee che, seppur belle da vedere, hanno piú a che fare con un corso di decoupage che con l'educazione dei bambini.
Lavoretti così difficili che, per essere completati, necessitano per forza di cose dell'aiuto dell'adulto.
Ma allora, se alla fine fa tutto la maestra, che regalo è? Alla maestra serve così tanto far vedere la propria bravura di artista ai genitori?
Beh, un aiuto deve essere sempre dato, ovvio; ma un conto è l'aiuto, e un altro è fare tutto da sola mentre i bambini ti guardano.
Io credo che sia mille volte più apprezzato sia dai bambini che dai genitori un pensierino, un disegno, un lavoretto col DAS, fatti tutto interamente dai bambini, anche se colorati male, sbavati, con pezzetti di braccia di Babbo Natale mancanti;
e perchè no: scegliere insieme ai bambini quale lavoretto fare, invece di proporlo senza possibilità di scelta!

E questo vale anche per tutti i lavori fatti durante l'anno:cartelloni, disegni ecc.
Anche il canale di  PASSIONE SCUOLA  ha parlato di questo in uno dei suoi video.

Alla prossima
Teacher Maia

domenica 12 ottobre 2014

A chi spetta il compito di portare l'alunno non autonomo in bagno?

Buona Domenica a tutti,

girovagando per i vari gruppi di insegnanti su facebook (insegnanti di sostegno, sos sostegno ecc.) ho pensato di scrivere questo breve post a proposito di un argomento posto da un'insegnante, che ha suscitato non poche polemiche: a chi spetta portare in bagno il bambino a scuola se questo non è autonomo?

Beh, la questione non è così semplice: di regola l'insegnante non è tenuto a portare il bambino in bagno e, nel caso in cui si sporcasse, non siamo tenuti a cambiarlo (da contratto); in questo caso dovrebbe essere presente un'assistente all'autonomia o un collaboratore scolastico con la precisa responsabilità (individuata anche a livello di stipendio) di portare il bambino in bagno. Almeno questa dovrebbe essere la regola.
Come in tutte le cose, però, serve sempre una buona dose di buon senso: se siamo da soli e il bambino se la fa addosso, cosa fate, lo lasciate sporco mentre andate a cercare un qualsiasi assistente disposto a farlo al posto vostro (e che magari non ha mai visto quel bambino).
Direi di no. Anche perchè, pensate a come potrebbe sentirsi quel bambino, magari già umiliato e triste per l'accaduto.

Questo è il primo pensiero che mi è venuto in mente.

Poi però un'altra insegnante ha commentato dicendo: ma se il bambino se la fa addosso dal logopedista o da qualsiasi altro terapista, voi pensate che si mette a cambiarlo? Non credo proprio, non è il suo lavoro.

Questo commento secondo me ha colpito il segno, non solo di questa questione: noi insegnanti di sostegno andiamo sempre incontro a moltissime difficoltà nel far capire il nostro ruolo nella scuola, sia ai genitori che ai colleghi. Molte volte ci prendono per assistenti, altre per baby sitter; dobbiamo improvvisarci psicologi, fisioterapisti, logopedisti, psicoterapeuti per i genitori, ogni tanto insegnanti (quando capita;-)), senza essere pronti per farlo.
Noi siamo INSEGNANTI, nient'altro, ricordiamocelo bene.

Per far capire questo è necessario porre dei limiti e farli notare a chi ci sta intorno: non è questione di essere schizzinosi, nè altezzosi; non ci si vuole mettere su uno scalino più  alto rispetto ai bidelli, agli assistenti ecc( anche perchè, non so da voi, ma noi lasciamo che i bambini chiamino gli assistenti MAESTRA tanto quanto noi; facciamo questo proprio per non evidenziare differenze che comunque esistono: svolgiamo lavori totalmente differenti). Non voglio che passi il messaggio :ah io sono maestra e queste cose non le faccio; anzi, se devo fare certe cose (pulire bava, muco e qualsiasi altra cosa) mi rimbocco le maniche e lo faccio, ma tutti devono sapere che sto facendo qualcosa in più, per il bene del bambino, per la mia passione per il mio lavoro. Ma nulla più.

RICORDATE, POTETE ESSERE VOCATI PER QUESTO LAVORO, ma sarà sempre un LAVORO.
Le altre persone lo devono capire.

Vi lascio il link alla normativa, suggeritomi da una collega nei commenti qui sotto:

Normativa assistenza alunni disabili


So che è un argomento che può dividere le persone,
fatemi sapere voi cosa ne pensate.

A presto
Teacher Maia

venerdì 3 ottobre 2014

Sostegno o classe? La proposta della cattedra mista

Salve a tutti!
Oggi vi parlerò della petizione per avere cattedre miste tra docenti curricolari e di sostegno: per il miglioramento del lavoro e dell'inclusione degli alunni.


Qui troverete l'articolo scritto dal prof. Paolo Fasce per orizzontescuola, e il link utile per firmare la petizione:http://www.orizzontescuola.it/news/petizione-cattedre-miste-insegnanti-bis-abili
Fatemi sapere cosa ne pensate di questa proposta
A presto e buon lavoro!
Teacher Maia