Blog di una giovane insegnante con la passione per il proprio lavoro: la scuola.

Benvenuti in questo blog dove si parlerà di tutto quello che ruota attorno al mondo della scuola: DSA, cooperative learning, sostegno, rapporti tra genitori e insegnanti ecc.
Inserirò anche delle schede didattiche e risorse che ho creato (e soprattutto sto creando) per il mio lavoro quotidiano, in modo che possano essere utili anche a voi!

Se vi interessa sapere qualcosa di più sul perchè di questo blog e dei miei video sul canale youtube teachermaia cliccate qui.
Se volete suggerire temi, fare domande o parlare di qualsiasi cosa vi interessi, lasciate pure un commento sotto ai post o scrivetemi a maestramaia88@gmail.com!
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domenica 13 dicembre 2015

Il metodo analogico per il calcolo veloce di Camillo Bortolato - La linea del 20 e del 100

Bentornati!

In questi video vi parlerò del metodo analogico per l'apprendimento del calcolo di Camillo Bortolato, per la precisione dei suoi due testi operativi e gli strumenti complementari:

- La linea del 20

- La linea del 100

A me piacciono davvero molto e, anche se credo debbano essere integrati  e non lasciati fini a se stessi, penso siano un'ottima alternativa all'insegnamento tradizionale che viene proposto nel primo biennio della scuola primaria.






Qui sotto vi lascio i link per i video di spiegazione di Camillo Bortolato, che potete altrimenti trovare sul canale Youtube Erickson:

Linea del 20

Linea del 100

E voi? Lo avete già usato? Che cosa ne pensate?

Teacher Maia

sabato 12 dicembre 2015

Primi voli in lettura- Il metodo analogico di Camillo Bortolato nella scuola dell'infanzia e non solo

Bentornati!

Da oggi inizierò una serie di post e video del mio canale youtube Teacher Maia dedicati al Metodo Analogico di Camillo Bortolato.

Oggi inizierò con Primi voli in lettura, ovvero l'apprendimento della lettura attraverso il metodo analogico nella scuola dell'infanzia.

Io ho provato ad utilizzarlo per facilitare l'apprendimento della lettura nella scuola primaria nel sostegno di un alunno con difficoltà in quest'ambito e nel video vi racconterò le mi impressioni a proposito.

Alla prossima!

Teacher Maia

sabato 5 dicembre 2015

Canzoni di Natale per bambini

canzoni per natale
Sì, lo so: amo il Natale e ho fatto diversi post che trattano di questa meravigliosa festività, e questo è proprio in tema.






Oggi ho raccolto tutte le mie canzoni natalizie preferite, che potete insegnare ai bambini e far loro cantare oppure, se troppo difficili, potete fargliele soltanto ascoltare nei momenti di pausa o durante l'ora di musica.
Ne troverete sia in italiano che in inglese.... buon ascolto!

Teacher Maia

NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS - COS'è cantata da Renato Zero.


RACCOLTA DELLE PIù FAMOSE CANZONI DI NATALE IN ITALIANO


SI PARTE CON L'INGLESE... SANTA CLAUS IS COMING TO TOWN (con testo)




JINGLE BELL ROCK (con testo)




HAPPY CHRISTMAS di John Lennon (con testo)




Qui sotto, invece, vi lascio il link per altre canzoni che, seppur non adatte per essere cantate da bambini, possono essere soltanto ascoltate... e perchè no, magari tra i vostri pulcini potete trovare un piccolo Frank Sinatra!

Frank Sinatra - Jingle Bells (canzone con testo)

Frank Sinatra - Let it Snow

Bing Crosby - White Christmas

Wham - Last Christmas (canzone con testo)

E per chi non si spaventa delle sfide... Carols of the Bells

lunedì 30 novembre 2015

L'importanza dell'intervallo: attività ludiche per migliorare il rapporto tra insegnante e alunno

Ed eccoli finalmente arrivati: quei sacri dieci o quindici minuti in cui alunni e insegnanti si muovono disordinatamente per la scuola tra bagni, compagni, caffè e merendine del caso. I bambini possono parlare tra loro, giocare e liberarsi dall'ingombrante presenza didattica degli insegnanti.

E poi arrivo io :-)

A parte gli scherzi, per me l’intervallo non è affatto un momento di pausa, ma è una frazione di tempo preziosa per mantenere e arricchire il mio rapporto con i bambini.
Durante le lezioni è difficile mantenere un rapporto neutro con i bambini, a maggior ragione essendo di sostegno e incanalando l’80% delle mie energie verso i bambini con più difficoltà. Molte volte mi sembra di lasciare indietro e allontanarmi sempre di più da tutti gli altri.

Così, mi è venuta un’idea. Perché non occupare un paio di intervalli a settimana per intraprendere attività ludiche tutti insieme?

Esempi:

- tutti i giovedì ( e soltanto quel giorno per lasciarli riposare in pace in tutti gli altri) i bambini si siedono con me sul materassino nel nostro angolo lettura mentre io leggo un paio di pagine di Harry Potter e la pietra filosofale (scelto rigorosamente da loro tra altre opzioni presentate). Oltre alla speranza di migliorare le loro capacità di ascolto e di comprensione orale, estremamente carenti a causa dell’esagerazione di input visivi ai
quali sono abituati, spero anche di migliorare il mio rapporto con loro.

Durante gli altri intervalli della settimana concordo, con i bambini che ne hanno voglia, attività libere da fare (non occupo mai tutti gli intervalli della settimana perché, nonostante la mia classe sia un tempo normale e l’orario scolastico non sia così impegnativo, è giusto lasciare i pulcini a scorrazzare tra di loro come più piace); così abbiamo iniziato un interessante percorso sulla musica:

-         ascolto diversi generi musicali, riflessione e, infine, canto di canzoni scelte insieme.
-         grazie al tablet e al collegamento internet della scuola balliamo, guardando i video registrati su Youtube del famoso gioco per la consolle Wii Just Dance Kids: non avete idea di dove potreste trovare dei piccoli ballerini nascosti.


Infine, attività che inizierò questa settimana, si ritorna alle vecchie tradizioni e inizieremo a fare a maglia! Vedendo la scarsissima abilità manuale della maggior parte dei bambini, ho pensato di portare i ferri e la lana più spessa che ho e insegnare a gruppi di tre a creare una minuscola sciarpa di gruppo.




Ovviamente, essendo l’intervallo un momento di relax, non obbligo nessuno a seguire le mie attività, a parte per la lettura del Giovedì, così lascio sempre liberi gli altri di restare al banco a parlare o di giocare tra di loro.


Musica, ballo, Harry Potter e maglia… Mi piace occupare il tempo così; sapete, a me il caffè non piace… 

Teacher Maia

Lavoretti, idee e creazioni per Natale

Per noi insegnanti, ormai il Natale è alle porte. Iniziamo a insegnare e a far cantare canzoni ai bambini, siamo già impegnati nei lavoretti di Natale, tra alberi di cartoncino, palline e brillantini in ogni dove… siamo in un periodo molto pieno!

Qui ho raccolto vari video tutorial con idee interessanti per il Natale da creare con i nostri pulcini: sono bellissime!
Fatemi sapere se ne avete creata qualcuna ;-)

Pupazzo di neve con un calzino



Albero di Natale con un semplice cartoncino



Decorazioni e ghirlande



Decorazione-stella con il cartoncino



Pupazzo di neve in cotone da appendere all'albero



Portacandele ornamentali



Semplicissimo albero di Natale da creare per bambini molto piccoli



Alla prossima!

Teacher Maia

giovedì 26 novembre 2015

CAA e Symwriter nella comprensione e produzione verbale

Ciao a tutti e bentornati sul blog TeacherMaia- Didattica in pillole.

Oggi vi mostrerò una parte del lavoro che ho intavolato quest’anno con l’alunno che seguo. Come ho spiegato nel video, non darò indicazioni sull’alunno nello specifico per il rispetto della privacy, quindi non farò nomi, età e mi riferirò all’alunno o al bambino in generale.

Gli obiettivi che mi sono posta quest’anno di perseguire, ovviamente basati sulle difficoltà dell’alunno, sono stati:

-         migliorare la comprensione delle frasi e di semplici testi.
-         migliorare la produzione verbale e scritta, arricchendo sempre di più le frasi minime.

Come potrete immaginare, la comunicazione è la difficoltà maggiore di questo alunno e, in collaborazione con tutte le figure che gli ruotano attorno, stiamo cercando di migliorare la sua capacità di esprimere bisogni di formulare richieste.
Nel video spiegherò brevemente come lavoro e vedrete il quaderno e le attività principali sulle quali mi sono focalizzata nell’ultimo periodo.

Queste sono alcune pagine del quaderno che abbiamo iniziato un paio di settimane fa:

 Come vedete ho utilizzato sempre gli stessi colori per indicare la differenza tra soggetto, predicato e complemento.

Il bambino, a seconda degli esercizi, deve completare la frase data con il complemento o con il verbo, oppure deve combinare e formare le frasi lui stesso.
















 
Qui sopra trovate alcune attività utili per imparare a rispondere alle domande: guarda il disegno e rispondi con sì o no oppure con risposte aperte o a scelta.
Nelle pagine sottostanti, invece, trovare attività relative alla produzione e alla costruzione di frasi partendo sempre dall'aiuto del disegno.


Link utili:


Al prossimo video

Teacher Maia

domenica 15 novembre 2015

Attentato a Parigi... Attentato alla libertà


Lunedì 16 novembre. 
Maestri e professori rientrano in classe e si chiedono: come affronterò l’argomento? Come potrò raccontare di tanta crudeltà a quelli che, nonostante l’età anagrafica, restano comunque dei bambini agli occhi del mondo?

Non è facile, ma la strada giusta non è di certo far finta di nulla. Questa è la vita e la scuola insegna a vivere.
Non sarà facile per il professore parlare di tanta violenza al ragazzo di sedici anni, e non sarà facile per chi, come la sottoscritta, dovrà entrare in classe e parlare, insieme alle colleghe, a bambini di otto anni.

Che cosa dire? In che modo possiamo parlarne senza esagerare, e soprattutto senza ridurre eccessivamente?
Non sarà facile, ma ci proveremo, parlando di violenza, ma parlando anche di libertà. Parleremo di odio, ma soprattutto dell’amore che lega le persone oltre i confini, oltre i mari, oltre le religioni, uniti tutti in sostegno di una bandiera sofferente.
L’idea sarà quella, seguendo chi già l’ha messa in pratica nei luoghi dell’accaduto, di cantare Imagine di John Lennon, soffermandoci sui concetti di libertà, di pace e di amore, e non sull’odio e la violenza.
Dobbiamo ricordarci dell’amore soprattutto in questi momenti, combattendo l’odio e la paura del diverso che la sofferenza inevitabilmente crea dentro di noi.
Spieghiamo cos’è la libertà, perché migliaia di persone hanno combattuto per essa e, soprattutto, ancora stanno combattendo.

Dopotutto:

Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già che esistono.
Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.

G.K. Chesterton


Teacher Maia

lunedì 19 ottobre 2015

Gite sì, o gite no?


In questi giorni si è fatto un gran parlare a proposito dei viaggi d’istruzione, al fatto se siano obbligatori oppure meno; o se, semplicemente, valga la pena, per degli insegnanti già sottopagati, di spendere tempo ed energie nella loro organizzazione.
gite scolastiche
Certo perché, a dirla tutta, per i docenti le gite sono soltanto una scocciatura:
-         ore lavorative a titolo gratuito, oltre il normale orario scolastico della giornata, senza possibilità di poterle recuperare durante l’anno scolastico;
-         il tempo impiegato nell’organizzazione del viaggio, dal chiamare la compagnia dei trasporti del caso, all’assicurarsi che il viaggio sia adatto anche agli alunni portatori di handicap – parte non affatto semplice come potrebbe sembrare- ;
-         la compilazione e il controllo accurato delle autorizzazioni dei genitori per il viaggio;
-         la tremenda raccolta dei soldi, per i quali, in caso di malaugurato furto, non si ha nessun tipo di risarcimento; tradotto: l’insegnante ci rimette i soldi di tasca propria.
-         Dulcis in fundo… la responsabilità.

Non parliamo di una piccola responsabilità, né di una grande responsabilità. Io parlo di una responsabilità IMMENSA!
Controllare bambini o ragazzini del caso in un ambiente esterno alla scuola, dove cadute, macchine, allergie, punture di insetti, malattie, malori e dispersi sono sempre in agguato. Il tutto sotto la povera responsabilità di un docente che si fa carico di tutto questo stress psicologico senza una retribuzione in cambio.
Ma allora, diciamocelo: ne vale veramente la pena?
Ovviamente verrebbe da dire di no. Chi me lo fa fare di spendere così tanto tempo in qualcosa di tanto pericoloso e senza remunerazione alcuna?

Me stessa; e ho solo un semplice motivo che mi porta a farlo: i miei ricordi.

Io, prima ancora di essere maestra, ero una ragazza; e, prima ancora, una bambina.
Così, se ripenso agli anni di scuola passati, non ricordo il giorno in cui ho letto la mia prima sillaba, o quando ho svolto il primo problema di matematica; non ricordo se stavo in fila ordinata, o quando la maestra mi riprendeva per il troppo chiacchierare.
Però, ricordo alla perfezione le recite di Natale e di fine anno, le canzoni cantate a memoria con le compagne e i film guardati il pomeriggio con la supplente; ma, sopra ogni altra cosa, nei miei ricordi ritrovo le gite.
Non so quale fosse il nome del museo visitato per qualche motivo che, di certo, non mi interessava a dieci anni; eppure ricordo come fosse ora l’ansia del mattino prima di partire, e l’aria di libertà che si respirava sul pullman immerso nella penombra dell’alba. Ricordo i maestri e i professori, anche loro liberi dalle catene della rigidità scolastica, che ridevano tra loro e con noi ragazzi, e fumavano di nascosto prima di entrare nel castello o alla mostra.
Tutti noi ricordiamo il compagno e la compagna che, dopo infinite e attente progettazioni, riuscimmo a far sedere accanto a noi per tutto il lungo viaggio, con nostra immensa soddisfazione.

Ecco; questo è il motivo per il quale dico Sì alle gite. Non per me, per la fatica che sopporto e per i rosari sgranati nella speranza che non succeda nulla. Io dico Sì alle gite per loro, per i nostri pulcini e per i ricordi che i nostri sforzi lasceranno loro.
Nonostante tutto.

Teacher Maia

domenica 27 settembre 2015

Rapporto genitori e insegnanti

Sono tornata a far video...

scusate la lunga assenza ma, come avrete capito, io faccio video soltanto quando sento davvero qualcosa di importante da dire e condividere con voi. Non faccio video soltanto per aumentare le visualizzazioni.

Oggi si parlerà di rapporto tra insegnanti e genitori e il video è dedicato a entrambe le parti: perchè a volte si incontrano così tante difficoltà?
Sono davvero tutti i genitori completamente dalla parte dei figli?
Come comportarsi quando l'insegnante comunica al genitore che il figlio potrebbe avere delle difficoltà di apprendimento?

Fatemi sapere il vostro pensiero nei commenti... a presto!



https://youtu.be/dX8bA1DbjXg


Vi lascio il link a un vecchio post e video in cui parlo di argomenti simili... alla prossima!

http://teacher-maia-didatticainpillole.blogspot.it/2013/08/ciao-tutti-in-questo-nuovo-video-del.html

Teacher Maia

domenica 13 settembre 2015

Prove d'ingresso sostegno

Ciao a tutti!

Scusate la lunga assenza ma, con l'inizio della scuola, sono tornata anche io!

Innanzitutto vorrei augurare un felice e sereno inizio a tutti quelli che, come me, avranno la fortuna di ritrovarsi nella stessa classe e con gli stessi alunni dell'anno scorso, e a chi invece si ritroverà in un nuovo mondo e in un nuovo contesto. UN IN BOCCA AL LUPO A TUTTI QUANTI!

Così ci ritroviamo a settembre a tirare un po' le fila lasciate andare a giugno con il sole negli occhi e l'estate nel cuore.

Innanzitutto, insegnanti di tutte le scuole e classi, siate magnanimi: il primo giorno di scuola, fate qualcosa di diverso, qualcosa di divertente! Fate in modo che i ragazzi e i bambini non si pentano di essere tornati in classe subito dopo aver tirato fuori l'astuccio dallo zaino...

Quando i giorni avanzeranno, allora, sarà il giusto tempo per delle prove d'ingresso utili per capire da dove ripartire con le varie materie.
In internet se ne trovano moltissime, adatte a tutte le classi e a tutte le materie, ma per il sostegno la questione si fa molto più delicata: come faccio a trovare delle schede adeguate al mio particolarissimo bambino, o stormo di pulcini a seconda del caso? 
Io non ne trovo, probabilmente avrò una carenza insita di capacità di ricerca. In ogni caso, preferisco sempre creare schede io stessa: sono migliori per la situazione in particolare nella quale lavoro proprio perchè create per il singolo bambino e non per un alunno ideale.
Così, dopo aver creato alcune prove d'ingresso, ho pensato di condividerle con voi.
Guardatele con attenzione perchè, probabilmente, per le vostre classi o per i vostri bambini non andranno bene ma... chi lo sa?
LE SCHEDE LE TROVATE AL LINK QUI SOTTO. FATEMI SAPERE E A PRESTO!

Schede sostegno e prove d'ingresso

Insieme troverete anche delle schede per il sostegno relative a diversi argomenti... fatemi sapere cosa ne pensate e se avete altre idee da suggerirmi!

prove d'ingresso sostegnoprove d'ingresso sostegno


Teacher Maia

martedì 21 aprile 2015

Primo soccorso a scuola- manovre di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica



Eccomi di ritorno!

E in piena fase corso-di-primo-soccorso. Abbiamo appena finito il corso organizzato dalla Croce Rossa e ho cercato in internet un po’ di immagini e video che potrebbero tornare utili nella scuola, e non solo.
Io ho stampato alcune di queste immagini e le tengo in classe appese vicine alla porta: magari non serviranno mai, magari mi farò prendere dal panico e non mi serviranno ma… non si sa mai!

Eccole qui: ovviamente non sono fatte da me, ma vi consiglio di stamparle e tenerle a portata di mano.

In fondo trovate anche i link relativi ai video, sono davvero utili, ancor di più delle immagini. Se nella vostra città organizzano corsi del genere, vi consiglio vivamente di seguirli!









video disostruzione delle vie aeree in età pediatrica







martedì 10 febbraio 2015

Responsabilità degli insegnanti- culpa in vigilando



Responsabilità e responsabilità.... ormai a scuola non si parla d'altro.

Troppo rischioso andare in gita perchè siamo noi responsabili; troppa paura a far fare giochi "non usuali" ai bambini per paura che si facciano male; timore della ramanzina del genitore del bambino per gli occhiali rotti o per il pianto-giusto-un-secondo-prima-dell'uscita ecc.

Ormai tutto quello che succede è responsabilità degli insegnanti, (o per meglio dire colpa) o del dirigente ovviamente.


Purtroppo tutto questo timore generalizzato nelle scuole non fa altro che allontanare i bambini dall'apprendimento vero, quello divertente e appassionante; non ci sentiamo più liberi di fare nulla per paura che succeda qualcosa. E questo non va proprio bene.


QUALCOSA DEVE CAMBIARE.


Non solo nella scuola ma nella società intera: è tutto un rincorrere il colpevole o presunto tale: viene un mega terremoto, cerchiamo l'ingegnere che ha costruito quella palazzina 50 anni fa quando le norme antisismiche erano diverse, e la zona in cui era costruita la palazzina non era ancora definita come zona sismica; viene un bomba d'acqua e andiamo a cercare il meteorologo che non l'aveva previsto in tempo; e chi più ne ha più ne metta.

Questa rincorsa al colpevole altro non fa che ridurre di molto la qualità della didattica: non possiamo appendere cartelloni a scuola altrimenti potrebbero prendere fuoco; in palestra meglio non usare aggeggi troppo strani e pericolosi (il quadro svedese), potrebbero farsi male; non andiamo in gita per paura delle responsabilità ENORMI  che abbiamo e che a volte facciamo finta di dimenticare per poter portare avanti un po' di buona didattica.

Lo stesso uso del compasso in 5° potrebbe essere un vero problema e sarebbe meglio non farlo usare.

Nessuno pretende che noi insegnanti, ai quali vengono assegnati dei minori, non debbano avere nessun tipo di responsabilità nei confronti degli alunni, ma almeno dovrebbero essere ridimensionate!!!
responsabilità degli insegnanti








Cosa ne possiamo se Luigi, all'ultimo banco, decide di infilare la forbice nell'occhio di Sara dopo averlo visto fare in tv?



E che colpa ne abbiamo se, durante l'intervallo, un bambino un po' goffo inciampa nelle sue scarpe e finisce dritto contro lo spigolo del banco?



In tutte queste disgrazie, cosa cavolo serve che io sia presente e vigile in quel momento o meno? Invece sembra che per la legge sia importante. Sì, l'importante è che ci sia qualcuno presente per prendersi la colpa.

é importante come il caso di una professoressa di ginnastica alle medie nel 1988 che, incolpata per non essere stata presente nell'istante dell'incidente di una ragazzina, deve risarcire la famiglia con 4 milioni di euro: la ragazzina è saltata con la pedana (credo si chiami così) ed è caduta di collo, rimanendo invalida a vita.

MA ANCHE SE FOSSE STATA PRESENTE E SUPER VIGILE, COSA AVREBBE POTUTO FARE LA PROFESSORESSA??? LANCIARSI SOTTO LA RAGAZZINA E MAGARI, FARE LA STESSA FINE AL SUO POSTO? beh, a questo punto, forse per lei sarebbe stato meglio, non so.

Oppure il caso di un professore delle superiori incolpato per la morte di una ragazzina in gita: nell'hotel prenotato dove avrebbero dovuto passare la notte,  la ragazzina, insieme a dei compagni, decise di fumarsi qualche "cannuccia" sul terrazzino  in dotazione alla camera, finchè il terrazzino non crollò sotto il peso dell'alunna.

MA COSA C'ENTRA IL PROFESSORE SE IL TERRAZZINO ERA PERICOLANTE?

C'entra perchè, oltre alla responsabilità dell'architetto e dell'hotel, il PROFESSORE AVREBBE DOVUTO FARE UN SOPRALLUOGO IN OGNI STANZA PER GIUDICARNE LA SICUREZZA.

MA STIAMO SCHERZANDO? E sono tutti casi veri!!!

Siamo al limite della ridicolaggine? Secondo me sì.

Spero  proprio che le cose migliorino perchè, se continuano così, mi viene in mente la frase del
responsabilità insegnanti
capitano dei carabinieri che ci ha detto a un incontro sulla sicurezza a scuola e culpa in vigilando: " siete davvero coraggiosi a fare questo lavoro, ogni giorno è sempre più pericoloso."





Alla prossima

Teacher Maia

venerdì 6 febbraio 2015

Il femminismo è scomparso? A scuola forse sì...



Pensavo tra me e me… perché sono cresciuta con il pallino del femminismo?

ruolo donna a scuolaÈ una fissazione che mi porto dietro praticamente da sempre ( per culminare nella mia tesi di laurea sulla visione delle figure femminili nelle Fiabe Italiane di Italo Calvino) forse perché sono un po’ un maschiaccio, o forse per il tipo di educazione ricevuta… non so.

Sta di fatto che, quando ero piccola, passavo spesso parte dei miei pomeriggi dopo scuola a guardare la tv, sognando e giocando a fare le mie eroine preferite:

-          Sailor Moon: ragazza che combatte contro le forze del male;

-          Xena, la principessa guerriera che combatteva pure contro gli dei dell’Olimpo ( e non aggiungo altro);

-          Lady Oscar, (idem)

-          La bella e la bestia, che  era e rimane il mio classico Disney preferito in assoluto (giovane ragazza che si sacrifica come prigioniera per salvare il padre e si innamora di una bestia, andando oltre tutte le apparenze)

Aggiungiamo un contorno di scuole elementari passate a idolatrare il GIRL POWER delle Spice Girls e ho detto tutto.

Oggi invece tutto questo non c’è, il femminismo inteso almeno nella sua forma più blanda (non quello del “via tutti i reggiseni”) sembra essere sparito del tutto.

ruolo donna a scuolaQuesto lo vedo ogni giorno a scuola, non solo nel vestiario delle bambine che, ripeto, forse essendo un po’ maschiaccio dentro non riesco a capire appieno, o nei giocattoli (andare nei negozi di giocattoli e vedere le differenze tra il reparto maschile super moderno e quello femminile fermo al 1943 con ferri da stiro e passeggini, mi riempie di una tristezza infinita!!!); lo vedo soprattutto nel loro modo di parlare e di vedere il mondo: racconto una fiaba e la cosa più interessante per le bambine è vedere il disegno della principessa Aurora per poter dire quanto è bella; le sole storie che riescono a inventare vedono principesse rinchiuse da qualche parte e qualche baldo principe che si lancia al galoppo pronto a salvarle.

Qualche giorno fa nella mia classe 2° abbiamo provato a fare un piccolo tema: QUALE ANIMALE VORRESTI ESSERE? SPIEGA IL PERCHè.
 
Mi sono cadute le braccia:
“vorrei essere un bel coniglietto con il pelo folto, morbido e marrone (senza un motivo, probabilmente manco loro lo capiscono);” 
“Vorrei essere un  gattino con un bel fiocchetto colorato in testa”  ecc.
Solo una bimba ha scritto “vorrei essere un uccello per poter volare in alto sopra le città e poterle guardare dall’alto”, mentre i maschietti si sono lanciati in delfini che nuotano, canguri che saltano ecc.

IO MI RIFIUTO DI CREDERE CHE QUESTE INFLUENZE SULLA LORO CRESCITA SONO IL FRUTTO DEL SEMPLICE ESSERE FEMMINA. Non ci credo nel modo più assoluto. Sono tutte derivate dalla società e da quello che abitudini e atteggiamenti involontari inculcano nella testa dei bambini a seconda che siano maschi e femmine.

So che questo argomento è “passato di moda” e molti pensano che non sia più così importante parlarne, ma per me lo è!
ruolo donna a scuola


Cosa ne pensate? La vedete come me?

Come vi sembra nelle vostre classi?

Fatemi sapere
A presto e buon lavoro

Maestra Maia


lunedì 2 febbraio 2015

Contatto fisico a scuola - timori immotivati?

Buongiorno  a tutti,

oggi vorrei parlare con voi di un argomento un tantino delicato ma molto importante per chi, come me, lavora con bambini piccoli: il contatto fisico a scuola.
I maestri che lavorano alla scuola dell'infanzia e alla scuola primaria lo sanno: gli stessi bambini richiedono il contatto fisico con il proprio insegnante, che sia un abbraccio, una carezza sulla testa, o una semplice pacca sulla spalla. Quanti di voi, almeno una volta nella propria carriera, sono stati sommersi da un'ondata impetuosa di bambini urlanti che ti placcano in un abbraccio di gruppo?
contatto fisico a scuola

Questo perchè, lavorando ancora con bambini, la richiesta di attenzioni personali è molto  alta e questa passa attraverso i canali della voce, dello sguardo e del contatto.
Il tocco è la forma piu potente ed è quella che piu va scemando durante la crescita: basta guardare quante volte i bambini si spingono, si abbracciano, si prendono per mano, si picchiano anche, rispetto a quanto lo fanno gli adulti. Probabilmente si potrebbe pensare che il contatto e il linguaggio hanno uno sviluppo inversalmente proporzionale: più il linguaggio e la comunicazione si affinano e si perfezionano nella crescita, e meno necessità c'è di contatto fisico; dopotutto, anche il contatto fisico e la prossimità costituiscono veicolo di comunicazione.
contatto fisico a scuolaA scuola a me capita spesso di usare il contatto fisico con gli alunni in questo senso: dare un abbraccio a un bambino un pochino triste, o una carezza accompagnata da un BRAVA alla bambina che finalmente è riuscita a fare la verifica tutta da sola, sono mezzi potentissimi, molto di più che solo con la voce.
Certo è che può sorgere una domanda spontanea: dopo che si vede di tutto e di più al telegiornale, non sia mai che nascano strani dubbi sulla bambina in braccio alla maestra o sulla pacca sulla spalla data dal maestro ai suoi alunni.

Ora, le commedie degli equivoci lasciamole a Benigni ma, non ci vuole poi molto a passare da "il maestro/la maestra mi prende sempre sulle sue gambe" alla preoccupazione immotivata.
Come difendersi da accuse gravissime e infondate? Fare come si richiede in certe scuole di "evitare qualsivoglia contatto fisico con gli studenti"?

Ok, però a Carlotta di 4 anni, che ancora non si è abituata alla scuola dell'infanzia e che piange fino alle 10 : 30, e che si calma solo quando la maestra la prende in braccio, chi glielo va a dire?

E a Simone, 7 anni e a casa non sanno manco di averlo, che passa prescuola-tempo pieno-doposcuola-calcio e che ti viene apposta vicino chiedendoti l'abbraccio quotidiano che non riceve da nessun'altra parte, chi glielo va a dire?

E a Giulietto, 9 anni con grave ritardo che comunica solo con il contatto e le carezze che l'insegnante gli dà per fargli passare la paura del temporale, chi glielo va a dire?

contatto fisico a scuola

Io credo proprio che evitare qualsiasi contatto fisico, almeno nella scuola dell'infanzia e nei primi anni della scuola primaria sia praticamente impossibile, e credo inoltre che tutto vada interpretato senza farci terrorizzare da media che altro non vogliono se non creare notizia e pettegolezzo. Io credo che, quando avviene un vero abuso, i genitori se ne accorgano subito, senza alcun dubbio dato da spargimento di voci infondate.

Voi cosa ne pensate? So che è un argomento di cui non è così semplice parlare, ma è comunque una parte importante del nostro lavoro. Soprattutto se la maestra in questione è UN MAESTRO: vi ricordate Paolo Villaggio in "Io, speriamo che me la cavo", quando porta la bambina in bagno di corsa perchè se la stava facendo addosso e la bidella, vedendolo, si spaventa pensando subito male di lui? Gli uomini nel nostro lavoro sono molto più a rischio di fraintendimenti e ci vuole veramente poco per distruggere il lavoro, la reputazione e la stessa vita di una persona.
Fatemi sapere la vostra,

Teacher Maia

sabato 24 gennaio 2015

Video e risorse Youtube per bambini



Salve a tutti!

Ho creato questo post per raccogliere tutte le risorse che ho trovato su Youtube per la scuola e che uso spesso e volentieri con i bambini: sono dei documentari, altri dei video molto carini, fatti a cartone animato e accompagnati da canzoni e filastrocche in italiano e in inglese.
video youtube bambini

Qui sotto vi elenco tutti i canali Youtube che pubblicano questi video e che vi consiglio, soprattutto se avete una LIM per farli vedere ai bambini; se vi iscrivete ai canali , inoltre, potrete essere sempre aggiornati sulle novità.

marcopil100  : canale ricco di documentari sulla natura, la storia e la scienza, anche quelli vecchi di Superquark! Consigliatissimo!

Docu Ita : anche questo canale è una grande risorsa per documentari da mostrare alla classe e per approfondire lo studio.

COCCOLE SONORE :tante canzoni e filastrocche da cantare e da ballare!

KIBOOMU KIDS SONG : per canzoni in inglese sulle lettere, filastrocche ecc. 
  
 KIDS TV 123   poesie, canzoni e filastrocche animate in inglese.

Saar records : video e cartoni animati in italiano.

Bambinicanzoni : canzoni e cartoni animati con video in italiano. 

Canzoni per bambini : canale con canzoni in ITALIANO per bambini. 

Bookboxinc :canale straniero ricco di brevi storie e favole animate in inglese e in altre lingue e sono accompagnati dai sottotitoli (ovviamente in lingua).

British council - Learn English Kids : Bellissimo canale con tante canzoni e storielle con sottotitoli,  tutto in inglese.

Poi Youtube è un immenso tesoro di video, cartoni animati famosi e amati dai bambini ma che vengono pubblicati a random da canali privati; quindi, se volete guardare una puntata di Peppa Pig, dei Looney Tunes o di quello che più piace ai vostri bambini, non dovete fare altro che digitare le parole che vi interessano e spulciare nel tubo: qualcosa di interessante si trova sempre!! 

Ehi! Ma ci sono pure io su Youtube: canale di Teacher Maia passate a trovarmi  e iscrivetevi!!

A presto

Maestra Maia



giovedì 22 gennaio 2015

Giochi per bambini fai da te- scuola primaria



Salve docenti del web :-)

In questo post vorrei inserirvi il link per poter scaricare le attività create, grazie allo strumento per le presentazioni di Open Office, per alcuni degli alunni che seguo e che ho seguito: alcune sono di italiano, altre sulle emozioni, alcune sono sulla grammatica… Sono "giochi fai-da-te " perchè sono molto semplici da realizzare e anche molto efficaci.


Dopo aver cliccato sulla lezione che vi interessa vi basterà cliccare sull’icona a forma di freccia all’ingiù che trovate in alto (non preoccupatevi se non si visualizzano bene nell’anteprima ma quando li scaricherete si vedranno bene!)

Per giocarci basterà aprire il file con power point o con open office e attivare la presentazione: i bambini dovranno cliccare sulla parola corretta
giochi per bambini
https://drive.google.com/folderview?id=0B1jz6LycVMBbM3BicVd3VmtNdlE&usp=sharing

Oppure sul quadratino blu presente vicino all’immagine corretta
 
giochi per bambini
https://drive.google.com/folderview?id=0B1jz6LycVMBbM3BicVd3VmtNdlE&usp=sharing

Se la risposta è corretta il gioco andrà avanti, altrimenti i tasti sbagliati non sono attivati quindi il bambino rimarrà fermo e capirà automaticamente che quella risposta è sbagliata.

L’idea me l’ha data la MAESTRA LARISSA sulla sua pagina Facebook (che vi consiglio): ha pubblicato qualche settimana fa alcuni video nei quali spiegava quanto era semplice fare questi piccoli giochi educativi grazie a power point o ad altri programmi equivalenti.

Se avete dei suggerimenti e qualche idea fatemi sapere nei commenti o via mail e ne aggiungerò ancora altre: sono così semplici da fare!!!

Le foto che ho trovato sono tutte gratuite e libere e le ho scaricate dal sito http://www.pixabay.com anche questo semplice, veloce e consigliatissimo.

A presto

 Teacher Maia

martedì 20 gennaio 2015

attività e schede per i concetti topologici - SOPRA E SOTTO- sostegno

Buongiorno a tutti voi,

oggi voglio condividere con voi la mia soddisfazione: uno degli alunni che seguo ha finalmente imparato il concetto di SOPRA e SOTTO.

è stato un procedimento abbastanza lungo ma alla fine ce l'ho fatta!!! Inizialmente non sapevo che pesci pigliare: giochi, attività, schede e quant'altro sembravano non funzionare: sembrava non aver dato alcun significato alle parole SOPRA e SOTTO. Poi, conoscendo meglio il bambino, ho capito come comportarmi, e tra prove ed errori, ha imparato anche questo. :-)

Vorrei condividere questa attività con voi, sperando che a qualcuno possa risultare utile:

attività sopra e sotto
 1) Per prima cosa ho creato questa specie di doppio-vassoio con due piatti di plastica e il cartoncino interno di uno scottex (non è bellissimo da vedere ma svolge molto bene la sua funzione); ho attaccato ai rispettivi piatti la scritta SOPRA e SOTTO accompagnati dal simbolo pcs relativo che ho trovato nel software Symwriter in dotazione alla scuola.
Ho preso una decina di tappi di plastica e, sopra a ognuno, ho incollato i simboli SOPRA e SOTTO: lo scopo dell'attività era appoggiare i tappi al posto giusto (sopra con sopra- sotto con sotto).

Come potete vedere inizialmente si tratta di una semplice associazione di simboli ma mi è servito molto per far prendere familiarità all'alunno con l'attività da svolgere e con le parole-target SOPRA e SOTTO.


2) Il secondo passaggio è stato il togliere le scritte dai piatti e continuare a svolgere la stessa attività senza il loro aiuto, ricordandosi quale piatto è sopra e quale sotto.

attività sopra e sotto
3) Lo stadio successivo è stato di trasportare i tappi con la scritta su un piano orizzontale ( in visione poi del quaderno); nella foto vedete il foglio diviso in due dal mare ma consiglierei, almeno all'inizio, di mettere un oggetto lungo come un grosso pennarello, un righello o un piccolo astuccio, che crei un vero confine tra sopra e sotto; come sempre, i tappi con la scritta corrispondente andranno messi al posto giusto: sopra al mare o sotto al mare.




attività sopra e sotto
4) Quando i precedenti esercizi sono stati svolti correttamente, sono passata al quaderno con lo stesso principio:

-inizialmente con i tappi








attività sopra e sotto

- successivamente con i cartoncini











attività sopra e sotto
Dopo questi passaggi, che potranno sembrarvi troppi o troppo elaborati ma che, vi assicuro, sono stati necessari tutti quanti, sono arrivata ai classici esercizi del : incolla sopra, colora sotto ecc. perchè ormai le parole SOPRA e SOTTO avevano acquisito un loro significato concreto.
attività sopra e sottoattività sopra e sotto
attività sopra e sotto




                                                                                               
   Vi lascio comunque il link alle schede didattiche sui prerequisiti e alle schede didattiche per la classe 1° dove troverete alcune attività sui concetti topologici.


Ora mi cimenterò nel DESTRA e SINISTRA e seguirò più o meno lo stesso procedimento: SPERIAMO BENE!!!





Se avete domande o se volete condividere la vostra  esperienza, commentate!!!

A presto

Teacher Maia                                                                                                 

domenica 18 gennaio 2015

La valutazione a scuola- tra osservazione e verifiche oggettive

Buongiorno a voi,

oggi parlerò di un tema che interessa un po' tutti gli insegnanti, di tutte le materie e di tutti gli ordini di scuola:
 LA VALUTAZIONE.

valutazione scolastica
Proprio in questi giorni migliaia di studenti di tutte le età sono alle prese con verifiche e interrogazioni a raffica fatte poco prima degli scrutini e, quindi, della fine del quadrimestre.
Sorvolando sulla questione: ma dei bambini non possono fare troppe verifiche in un giorno bla bla bla, vorrei parlare del momento della valutazione in sè, soprattutto per quel che riguarda i bambini speciali;

Sì,Sì, ho detto davvero che questo post è per TUTTI gli insegnanti perchè, come BEN DOVRESTE sapere, l'alunno con difficoltà non è solo questione dell'insegnante di sostegno, ma di TUTTO IL TEAM DOCENTE, quindi potete tranquillamente continuare a leggere :-)

Come ben abbiamo studiato in diverse sedi a livello teorico, la valutazione oggettiva in toto è impossibile e non adeguata ma, ovviamente, la lettura del pensiero non è ancora una realtà quindi ci dobbiamo adeguare, ma:

se pensiamo a quanto possa essere inadeguata una verifica o un'interrogazione andata male per un bambino "senza difficoltà evidenti", immaginiamo quanto può essere poco adeguata per un bambino con difficoltà medie o gravi, che non svolge in autonomia nessun compito, che ha bisogno dell'aiuto continuo dell'insegnante, che non parla o non può muoversi o che detesta la scuola e, nel vedere una scheda, si arrampica sui lampadari.

Ecco perchè si parla di osservazione e di valutazione in itinere: per tutti gli alunni non possiamo solo affidarci a quello che ci raccontano i resoconti delle prove scritte o orali, ma dobbiamo guardare più in là:
-all'impegno,
-alla costanza,
-alle difficoltà presenti a scuola e a casa,
e a mille altri fattori a volte invisibili.

Nel sostegno la valutazione è più elastica proprio per la presenza di programmazioni differenziate che ci permettono di creare verifiche ad hoc per il bambino e basate sugli obiettivi individualizzati, ed è proprio sul sostegno dove l'occhio dell'insegnante ricopre la fetta maggiore della valutazione: L'OSSERVAZIONE DEI PROGRESSI DEL BAMBINO è LA MIGLIORE VALUTAZIONE POSSIBILE.

Ecco perchè, almeno nella scuola primaria, noi insegnanti non possiamo più cedere a insistenze di genitori o
valutazione scolastica
quant'altro di "ma come, aveva preso 9 della verifica e sulla pagella ha solo 8, come mai?", oppure " ma Lucia ha preso 9 mentre mio figlio solo 7 e hanno fatto gli stessi errori"; dobbiamo far capire che la valutazione è una delle parti più difficili del nostro lavoro e dobbiamo farla rispettando il più possibile le persone che abbiamo davanti, i nostri alunni, con i loro punti di forza e le loro debolezze.


Anche voi la pensate così o preferite affidarvi completamente al risultato dei test?
Come vi organizzate invece nelle scuole di ordini superiori?

A presto

maestra Maia


mercoledì 14 gennaio 2015

Come vestirsi a scuola: tra grembiuli e minigonne

Buongiorno a tutti quanti,

grembiule a scuolaOggi vorrei parlare con voi di un argomento che mi sta molto a cuore: il vestiario che si deve tenere a scuola.


Premettendo che, a livello di scuola primaria è  difficile incontrare casi di indecenza con minigonne e scollature, come può  invece accadere alla scuola superiore, non è  raro il rifiuto del grembiule da parte dei bambini.

Quando si parla di grembiule non dobbiamo pensare all'ottusa e obsoleta "moda" di omologarci tutti a un ideale gregge di pecore, "tappando" le ali alla ipotetica capacità  d'espressione  che una scollatura o a un paio di boxer fuori dai pantaloni potrebbero dare. L'utilizzo  del grembiule nella scuola primaria e in quella  dell'infanzia ha come prima funzione la protezione da ogni tipo di "sostanza" colorata o meno utilizzata o "fuoriuscente" dai bambini :-)
Come seconda funzione troviamo quella di un ' omologazione-positiva dei bambini per ridurre al minimo le differenze socio-economiche che ci possono essere in una classe: possiamo vestire i nostri figli con degli inutilissimi-maglioncini-armani-gucci-che-tra-due-mesi-son-da-buttare, o con le felpe  usate dal fratello più  grande  cresciuto, che sono tutti bambini e sono tutti uguali.

Il bambino Roussoniano non guarda a queste cose, ma quello cresciuto nelle case di chi se-non-hai-le-Hogan-non-vali-niente Sì, perché  apprende dagli atteggiamenti e dalle convinzioni sociali dei genitori.

E delle gonne delle bambine ne vogliamo parlare? Ste povere cucciole di 7 anni che vogliono  correre e fare le capriole costrette dal "quando hai la gonna devi stare con le gambe chiuse" o, " hai le scarpine nuove con gli strass e i laccetti non le rovinare" : MA SONO BAMBINE, DEVONO POTERSI SPORCARE, CORRERE, CADERE E SEDERSI CON LE GAMBE LARGHE come tutti gli altri!! Teniamoci le gonne per la gita dai nonni della Domenica, che ne dite? E lasciamole crescere in pace come tutti gli altri maschietti, coi loro pantaloni e scarpe da ginnastica sporche, ma praticissime.
grembiule a scuolaE non parliamo dei bracciali, anelli, ciondoli e ciondolini che non portano ad altro che: io ho la collana di frozen e tu no, gne gne gne.

Poi, se vogliamo tirare fuori idee 68ttine fuori tempo di libertà  dell'animo  del bambino  e della sua espressione, fate pure, ma a me fanno ridere.

Ecco perché , se fosse per me, farei mettere grembiuli fino all'università.

Ahah

Beh, proprio il grembiulino no, ma darei una bella regolata al modo di andare  a scuola di certi ragazzi: gonne troppo corte, pance fuori, pantaloni e maglie strappate, scollature profondissime e leggins trasparenti sono da eliminare.

Il senso della decenza si apprende anche così, con l'abitudine  a vestirsi decentemente.

Cosa ne pensate? Favorevoli o meno al grembiule o alle divise scolastiche per le scuole superiori?

Fatemi sapere,
alla prossima
Teacher Maia

lunedì 12 gennaio 2015

Insegnanti e alunni nel web - contatti positivi o negativi?

è un argomento che divide i più: è positivo o negativo chattare in internet con i propri alunni? E aggiungerli come amici su Facebook?

rapporto alunni e insegnanti nel web
Soprattutto verso gli ultimi anni, anche nella scuola primaria la questione di internet tra i ragazzini inizia a farsi sentire: alcuni si approcciano al web con l'aiuto dei genitori e protetti, mentre altri si avventurano senza l'aiuto di nessuno, tra prove ed errori.

Ovviamente, girovagando nel web, i ragazzi scoprono, con grande sopresa e stupore, che ANCHE I LORO INSEGNANTI hanno una vita al di fuori  della scuola: così ci mandano messaggi su What's App, ci aggiungono su Facebook, ci "followano" su Twitter ecc.

Lo vediamo già a scuola quanto ai bambini e ai ragazzi piaccia saper di più sulla nostra vita "reale" : maestra come sta tuo figlio? è passata la febbre a tuo marito? è vero che il tuo gatto si chiama Minù?
Così questo desiderio è trasportato sul web con domande, scambio di foto e quant'altro.

rapporto alunni e insegnanti nel web
Ad alcuni insegnanti fanno davvero piacere questi scambi e, a volte, potrebbero aiutare anche i bambini che si sentono molto soli, o per migliorare l'interesse scolastico attraverso chat di gruppo ma.... è davvero giusto? quanto è deleterio permettere contatti esterni con gli insegnanti che non siano per questioni legate alla scuola?

 Mantenere la propria figura professionale e il proprio ruolo senza essere troppo rigidi, essendo affettuosi e amichevoli al tempo stesso non è semplice e, chattare con i propri alunni, non credo sia la cosa più indicata da fare per farci riconoscere nel nostro ruolo di insegnanti.

Altra questione sono i messaggi scambiati su chat private di classe, su forum specifici o blog, per chiedere informazioni su compiti, lezioni e quant'altro: ben vengano tutte queste nuove forme, ma mantenendosi entro certi limiti!

A presto

Teacher Maia